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Chapter 7
by
Anonima
What's next?
Ghiacciolo
Da quando abbiamo scopato, ci diamo dentro appena possibile. Davide si presenta per sveltine quando ha poco tempo, mentre si prende intere ore quando Alessandra non è in casa e mi faccio montare fino allo sfinimento, quando le gambe cedono e la mia povera figa chiede pietà.
È una bella sensazione, anche se più trombiamo e più Davide ha bisogno di stimoli, giusto per mantenere la cosa il più eccitante possibile. Per me rimane un passatempo, ma per lui diventa un appuntamento fisso, perché l'idea di avere a disposizione una donna pronta alla perversione e allo stesso tempo una pronta a farsi sbattere appena possibile gli piace. Beh, ogni maschio etero pronto a fare sesso approfitterebbe della situazione, se Davide non lo facesse, farebbe di lui uno stupido.
Sono al supermercato e c'è Alessandra al telefono. Di solito è riservata ma, dato che non mi ha vista, la sento confidarsi con un'amica: «È strano Mary, è distante. Non insiste nemmeno per fare sesso, eppure non è frustrato».
È distante un appartamento e non è frustrato perché appena può è tra le mie gambe con le dita, con la lingua e con il cazzo. Non ho di che lamentarmi, anche se prima o poi finirà.
Ma Alessandra non sa che è il suo irreprensibile fidanzato a scopare la vicina con una certa frequenza, ma non serve che lo sappia.
Sorrido, la cosa bella è che ho recuperato tutto il sesso che non ho fatto negli ultimi mesi e ho dato voce ad alcune delle mie perversioni. Ho capito che mi piace essere guardata dagli estranei mentre mi masturbo e, perché no, mi piacerebbe anche durante il sesso. Ho scoperto che mi piace far conoscere a tutti il mio piacere tramite le urla e i gemiti e che adoro parlare in modo sporco, mi fa bagnare ed eccitare ancora di più. E ho scoperto che desidero ardentemente prendere due cazzi in contemporanea, uno nella figa e uno nel culo. L'ho detto a Davide e si è illuminato, come se si fosse sentito un porno attore, ma ancora non sa che lui non è compreso nel pacchetto, anche se fa di certo parte del mio allenamento.
«Dici? Ok, stasera provo a sedurlo». Ma non sembrava convinta. «E ricordati che abbiamo organizzato una cena a casa la prossima settimana. Ho pensato che stare in compagnia dei vostri fidanzati possa essergli d'aiuto per ricordare come si sta in armonia in una coppia».
La nota di rimprovero nella sua voce è palese, come se fossa colpa di Davide. Certo, lui sbaglia a tradirla, ma lei sbaglia nel pensare di non avere colpe. È una stronza frigida con manie di controllo e una scopa nel culo, ma quello per lei sembra essere un pregio e non un difetto. E sarà la sua rovina.
Mi giro verso il frigo del supermercato dove tengono i gelati e i ghiaccioli e sorrido, ho avuto un'idea per ravvivare la fantasia di Davide.
La sera li sento sento litigare e sorrido. Alessandra ha provato a sedurlo e deve aver mostrato la stessa sensualità di uno scorfano, perché Davide l'ha allontanata dicendo che ha mal di testa. Lei gli ha dato dell'insensibile e la lite è servita. Questi episodi sono sempre più frequenti, scommetto che entro un mese si mollano e smettono di vivere insieme, di modo che la mia vendetta si compia.
Mi arriva un messaggio, è Davide. Mi chiede se ci vediamo domani sera, dato che Alessandra fa la notte. Gli rispondo subito di sì, giusto per dargli un po' di tregua e qualcosa a cui pensare.
Il giorno successivo si presenta dopo lavoro, è passato giusto da casa per mettersi comodo e io lo accolgo con addosso soltanto dei pantaloncini, ma senza maglietta e reggiseno. Ho pensato fosse divertente aprire la porta in queste condizioni, soprattutto se davanti non mi fosse capitato Davide ma altri condomini. Chissà come sarebbe finita.
«Ciao». Lo saluto, poi mi metto a succhiare il ghiacciolo appena iniziato. Uno di quelli lunghi e stretti, fatti a treccia e tutti colorati.
Prima mi guarda le labbra, che sembrano succhiare un cazzo, poi le tette e si allunga per strizzarmi un capezzolo. «Le prime cose belle che vedo durante la giornata».
Mi segue in salotto, dove si svolgono gran parte dei nostri incontri, e gli dico: «Le prime di tante, oggi ci divertiamo un po'».
Lo faccio accomodare sul divano, gli faccio succhiare un po' il mio ghiacciolo e poi gli ficco la lingua in bocca in modo rude, mentre con la mano libera gli tocco il cazzo da sopra i pantaloni della tuta. Mi prende un seno tra le mani e lo stringe avido, ma mi allontano prima che possa andare oltre.
«Ah, ah». Agito il ghiacciolo per fermarlo e intanto mi allontano e mi avvio verso la poltrona lì vicino.
«Sei crudele». Mi dice con disappunto, mentre si sistema il cavallo.
«Ancora non sai quanto». Mi levo i pantaloncini e il perizoma, poi mi siedo a gambe aperte per mostrargli cosa ho da offrire, e la cosa sembra risollevargli il morale. «Fammi vedere la bestia».
Senza farselo ripetere tira fuori il cazzo dai pantaloni, che sta diventando duro, se lo accarezza un paio di volte pigramente, in attesa di vedere cosa ho in serbo per lui.
Bagno il ghiacciolo con la bocca e poi piano scendo fino alle tette, dove lascio scie gelate e umide sulla pelle fino ad arrivare a un capezzolo e stimolarlo con il ghiaccio. La punta diventa dura, ma insisto fino a quando non è di marmo e rosa, poi passo all'altro e gli riservo lo stesso trattamento, tra mugolii di piacere.
Davide è affascinato e il suo cazzo ora è duro come l'acciaio e gli sfiora la pancia.
Con il ghiacciolo vago sulla pancia, per fargli capire le mie intenzioni e sviarlo un po', e lo vedo sgranare gli occhi quando apro le grandi labbra per appoggiarlo sul clitoride e strofinarcelo sopra.
«Segati». Gli ordino. Lui non perde tempo, se lo prende in mano e inizia a farla andare su e giù con lentezza, per non bruciarsi subito.
Io scendo ancora di più e ficco il ghiacciolo nella figa. È una sensazione strana, ma piacevole. È il motivo per cui ho scelto un ghiacciolo con la forma allungata, per dare spettacolo e provare qualcosa di nuovo.
Prendo il bastoncino e inizio a spingerlo dentro e fuori. Il ghiacciolo sembra consumarsi velocemente, a contatto con la mia pelle incandescente, ma lo pompo con voracità all'interno della mia figa, mentre con un dito stimolo il clitoride. La sensazione è nuova, ma mi piace.
Sembra piacere anche a Davide, che alterna movimenti della mano più veloci, ad altri momenti in cui non si muove per guardare meglio cosa succede nella mia figa. I liquidi del ghiacciolo e si mischiano ai miei umori ed è un casino assurdo, ma continuo a montarmi con il ghiacciolo che riesce a sfregare sui punti giusti e provo un piacere diverso, ma altrettanto totalizzante.
Lo estraggo tutto e gli mostro quanto velocemente la mia figa l'abbia consumato, dato che dopo qualche minuto è a metà della sua lunghezza originale ma, al posto di rimetterlo da dove l'ho preso, me lo ficco in bocca e succhio tutti gli umori attorno. Ed è buono. E sono deliziosa.
«Geloso?»
«Moltissimo». Accelera il ritmo con cui si sega.
«Tranquillo, ce ne sarà anche per te». Me lo rimetto nella figa e mi scopo con il ghiacciolo con nuova intensità.
Mi martello con ritmo serrato e muovo i fianchi con forza fino a quando il ghiacciolo me lo consente, ma arriva il momento in cui il mio piacere non è esploso e lo stecco si è consumato. Ne rimane una cosa di qualche centimetro e allora invito Davide ad avvicinarsi. Si ferma in piedi davanti a me e gli ficco in bocca quel che rimane del ghiacciolo, che lui morsica con avidità.
Lo lascio al ghiacciolo mentre io con la mano mi dedico alla sua erezione, per poi iniziare a succhiargli la punta e infilarlo in bocca tutto. Muovo la testa finché lo sento venire. Non ci vuole molto perché io senta la sborra in gola, dato che era vicino a venire quando l'ho preso tra le labbra.
Gli sorrido e lui fa lo stesso. «Il miglior ghiacciolo mai mangiato in vita mia».
Guardo in basso, dove ho le gambe di nuovo spalancate e la mia figa è sporca di umori e ghiacciolo sciolto. «Ops!» Gli dico con finta ingenuità. «Sono tutta sporca, però è un peccato sprecare così il ghiacciolo».
Gli lancio uno sguardo malizioso e Davide sembra capire dove voglio andare a parare, così si inginocchia davanti a me e, prima di portare la bocca sul clitoride, mi dice: «Non ti preoccupare, mi sacrifico e pulisco tutto io».
Non attende altro e inizia a leccare tutto: il ghiacciolo sciolto, i miei umori, la figa. Ed è così bello e sono così eccitata da prima che lo prendo per i capelli e gli premo la faccia più vicino, per invitarlo a scoparmi con la lingua in profondità.
Davide, per fortuna, coglie il segnale e si mette d'impegno. Mi scopa con la lingua e poi si aiuta con un paio di dita.
Non mi ci vuole molto per venirgli in faccia, senza pudore e con gemiti di piacere palesi.
Lo vedo rialzarsi con un sorriso soddisfatto e il mio orgasmo sul mento.
Il malumore della sera prima è scomparso e, mentre si pulisce in malo modo con una mano, mi dice: «Vorrei poter mangiare sempre un ghiacciolo in questo modo».
«Non avevo dubbi». Sorrido. «Ma ci sono altri modi per divertirsi».
Gli strizzo l'occhio, presto li scoprirà, ma non sono certa che lui si divertirà sempre, quando glieli avrò mostrati tutti.
What's next?
La vicina
La vendetta vien scopando
Francesca, ventisettenne, vive da sola in un appartamento di piccola città italiana. Una città talmente piccola che la porta ad avere come vicina di casa Alessandra, una ragazza che alle medie le ha reso la vita impossibile, e il suo ragazzo, Davide, il classico belloccio e non molto sveglio, che sbava per ogni figa che respiri e sembri interessata a dargliela. A Francesca, dunque, viene un'idea: vendicarsi nei confronti di Alessandra, rovinando la vita perfetta che si è costruita. E c'è un solo modo, per farlo: provocare Davide.
Updated on Mar 29, 2020
by Anonima
Created on Jun 1, 2019
by Anonima
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