La principessa avrà successo?

No, per poco

Chapter 5 by hal19696

L'apprendista si era ormai già chinato sulla cintura di castità della principessa quando la porta della fucina fu spalancata ed Helena e due serve entrarono con passo veloce. Il ragazzo si rialzò confuso, mostrando inconsapevolmente alle tre domestiche l'erezione che quasi gli faceva scoppiare la stoffa dei pantaloni, così strappando un'espressione di disgusto alla governante. "Se fossi mio figlio ti castrerei con le mie mani, porco" fu il commento di lei, prima di sferrargli una violenta ginocchiata nei coglioni che lo fece crollare a terra.

Poi fu la Regina ad entrare, con i pugni serrati e i denti stretti. "Se usassi anche solo la metà dell'impegno e della testardaggine che dedichi a prostituirti per qualsiasi altra causa, ora avresti già compiuto grandi imprese, Artemisia" commentò a bassa voce, lanciando poi un'occhiata carica d'odio al ragazzo per terra, che piangeva e si contorceva per il violento colpo subito. "Non voglio nemmeno sprecare fatica per questo qui" lo indicò "Per cui è arrivato il momento che inizi a correggere i tuoi errori: sarai tu a punire questo servo traditore che ha disubbidito agli ordini della propria regina per ubbidire a quelli delle proprie palle".

La principessa guardò la madre confusa. Questa sbuffò e spiegò con pazienza "Ora gli calpesti le palle fino a fargliele scoppiare, in modo che siamo sicuri che non ripeterà più in vita sua gli stessi errori. A volte bisogna correggere la natura dei maschietti per renderli utili". Poi, vedendo che la figlia non accennava a muoversi, aggiunse con un sibilo "Se non lo fai, ti faccio chiudere in una stanza giorno e notte fino al matrimonio e le chiavi di quella cintura le consegnerò direttamente al tuo futuro marito".

Artemisia sbuffò e scese dal tavolo. Senza nemmeno guardare il ragazzo a terra gli ordinò controvoglia "Togli le mani dai testicoli, su: più in fretta facciamo e meno soffrirai". Visto che il ragazzo non accennò a muoversi, Helena fece cenno alle due domestiche che presero ciascuna un polso del maschio e liberarono la traiettoria per la punizione. La fanciulla sollevò un piede nudo e calpestò con violenza lo scroto del povero bastardo che pochi minuti prima aveva sperimentato il piacere estremo che quello stesso piede poteva donargli. Ora, invece, le sue palle stavano venendo massacrate, schiacciate e spiaccicate dalla dea che stava sognando di scoparsi, prima sotto quel tallone e poi sotto quella punta che sembravano così morbidi quando lui li venerava. Alla fine perse misericordiosamente i sensi e, poco dopo, anche la propria virilità.

"Contenta?" chiese con tono di sfida Artemisia alla madre quando fu sicura che sotto il piede non fosse rimasto più nulla da annientare. E, scalza, uscì dalla fucina senza aggiungere nulla di più.

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Cosa le riserva il futuro?

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