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Chapter 23 by hal19696

What's next?

Si addentra tra la vegetazione

Diana procede nascosta dalla vegetazione andando verso l'insenatura vicina, in cerca di altri naufraghi, ma scalza, incinta e affamata non fa molta strada prima di essere esausta, prosciugata dall'impeto di adrenalina della lotta di poco prima. Si prende tra le mani la pancia e si siede per terra, con le spalle contro una palma, per riposare un poco.

Emette un basso lamento per sfogare la sua frustrazione: doveva essere solo una gita in barca, ma sono stati assaliti da dei pirati, è stata aggredita da degli stupratori, sua madre e suo marito sono scomparsi e chissà se li rivedrà sani e salvi. E ora è anche stanca e muore di fame!

All'improvviso sente dei rumori che sembrano dei passi tra la vegetazione. I primi sono più leggersi e sembrano provenire da davanti a lei, ma quelli che sente dopo sono molto più pesanti e provengono dalle sue spalle. Si alza in piedi con grande fatica e guarda prima da un lato e poi dall'altro. I primi rumori non si sentono più, ma gli altri sono sempre più forti, come se qualcuno si stesse avvicinando.

Diana riprende a camminare in modo da allontanarsi dai rumori, sempre più vicini, ma non fa molta strada prima di non farcela più. Sente una risata alle sue spalle e si volta vedendo due uomini grossi e nerboruti, altri selvaggi, che le si avvicinano spavaldi e la guardano con avidità. Lei arretra di due ultimi passi, ma i due le sono ormai addosso: uno si ferma davanti a lei e l'altro la circonda, mettendosi alle sue spalle.

La donna è terrorizzata e si guarda intorno in cerca di una via di fuga che non c'è. Inizia a singhiozzare, ma le sue lacrime sembrano solo eccitare di più i due aggressori, con quello alle sue spalle che le afferra i polsi, senza che lei sia in grado di opporre resistenza. Si sente tirata indietro, mentre l'altro uomo la segue e la sovrasta, finché non si sente urtare con la schienza contro un tronco. Lei geme e in un attimo l'uomo alle sue spalle ha cambiato la presa in modo da raccoglierle i polsi dal lato opposto della palma, in modo da intrappolarla lì, mentre il maschio che la sovrasta le appoggia le mani sulle spalle e la fa abbassare in ginocchio, sorridendo maligno.

L'animale dietro sta ridendo, mentre quello davanti sogghigna e basta quando tira fuori l'erezione e la preme contro la faccia della sua vittima, ormai completamente in suo potere. Diana cerca di tenere la bocca chiusa, ma non riesce a resistere alle manone del maschio che gliela stanno aprendo.

Poi, all'improvviso, i suoi polsi vengono rilasciati e sente un grosso tonfo alle sue spalle. Diana è disorientata e anche il suo aggressore, che è appena riuscito a violarle la bocca, si è fermato e guarda confuso davanti a sé, dove dovrebbe esserci il suo complice. Poi qualcosa proveniente dall'alto a gran velocità lo colpisce dritto in testa e lui crolla a terra con un rumore simile a quello udito poco prima.

La donna ancora a bocca aperta si volta nella direzione da cui proveniva ciò che ha centrato lo stupratore, che doveva proprio essere una noce di cocco. Dall'alto di una palma vede scendere prima due gambe femminili, poi un corpo piccolo, ma prosperoso, coperto solo da un paio di mutandine e alla fine il volto di Isabela, la sua salvatrice!

Appena la ragazza è a terra le corre incontro e la abbraccia. "Come stai? E' pieno di maiali qui!" le dice preoccupata. Diana, ancora in ginocchio, ricambia a lungo l'abbraccio e la ringrazia, ancora con le lacrime agli occhi per l'emozione. Le due naufraghe si raccontano quello che gli è successo da quando si erano separate. La cuoca spiega di essersi arrampicata sulla palma quando aveva sentito dei passi avvicinarsi e che quindi era lei a produrre i rumori più leggeri che Diana aveva sentito all'inizio. Poi, dopo aver sentito la storia dell'altra, ha uno scatto d'ira che sfoga andando a tirare un forte calcio nelle palle al maschio nudo riverso poco distante.

"Siamo su un'isola di stupratori? E cosa sarà successo a mia madre? Che le faranno quei bastardi?" si sfoga Diana in agitazione. La ragazza sfila dal fianco un involucro fatto di foglie, che contiene all'interno il coltello preso al suo aggressore, si piega sullo scroto dello stupratore per terra e con una nuova determinazione in volto risponde "Troveremo tua madre. E loro non saranno più stupratori, adesso".

Isa impugna senza complimenti i genitali del maschio inerte davanti a lei e li recide da quel corpo virile che fino ad un attimo prima sembrava invincibile. Diana decide che anche lei vuole la sua parte e si avvicina all'altro maschio, quello che la teneva ferma e rideva, prende la noce di cocco con cui la ragazza lo ha colpito e, sollevatala, la abbatte con violenza sul suo scroto ormai impotente. E lo fa ancora e ancora, finché non è certa di averglielo sfracellato. "Vediamo quanto riderai al tuo risveglio!" gli dice con rabbia.

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