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Chapter 3 by Anonima Anonima

What's next?

Che lo spettacolo abbia inizio

Davide si accorge di me con uno sguardo interrogativo. In effetti è strano che la vicina sia seduta per terra, nello spicchio di pavimento che la porta finestra lascia intravedere. Capisco la sua confusione, ma non sa ancora cosa lo aspetta.

Prima che distolga l'attenzione da me, abbasso la scollatura della canotta fino a liberare le tette mentre lo guardo, per fargli capire quanto la cosa sia intenzionale. Inizio ad accarezzarle piano e poi a palparle e lui, interessato, alza le sopracciglia per la sorpresa. Bingo. Allargo le gambe e nel frattempo inizio a stimolare i capezzoli con le dita, con un sorriso malizioso tutto per lui. So di avere la sua attenzione, ora. Beh, non avrò un fisico da modella, non avrò un culo che parla, ma so di avere delle gran belle tette e mi piace giocarci. Mi basta inturgidire i capezzoli – uno dei miei punti più sensibili – per uscire di testa e diventare la più vogliosa delle porche, come se godere non mi bastasse mai.

E ora è così. Mi sono sentita scema a iniziare una cosa simile, ma pizzicarmi i capezzoli e tirarli mentre Davide mi divora con aria famelica mi fa sentire sfrontata, voglio di più. Mi piace che mi guardi e voglio che guardi come mi masturbo, così prendo le mutande e, al posto di toglierle, le infilo nella mia apertura, strusciandole nella figa che inizia a bagnarsi sempre di più, perché il tessuto struscia sul clitoride che chiede di essere toccato.

Forse è il momento di dargli altro da vedere e sfilo gli slip, ormai fradici, per mostrargli la mia fighetta bagnata. Lo vedo estrarre il cellulare e scattarmi una foto. Forse dovrei ritrarmi, forse la sta per mandare ai suoi amici, ma l'unica cosa che faccio è allargare di più le gambe per offrirmi a lui e accompagno il tutto con un bacio, in posa per lo scatto.

Dopo aver catturato il momento lo vedo gettare il telefono sul letto e far scomparire una mano oltre il muro sotto la finestra a cui è appoggiato. Scommetto che sta iniziando a segarsi e l'idea mi infiamma. Dopo aver iniziato a sfiorare il clitoride con movimenti circolari, mi infilo due dita tra le labbra e pompo come una dannata. Come se fossero un cazzo che mi scopa in modo selvaggio. Dentro, fuori, dentro, fuori. Sto facendo un macello e mi piace da matti.

Gli sto regalando lo spettacolo della vita, lo so perché non ho mai goduto così tanto nel masturbarmi. Se potessi, passerei metà delle mie giornate con una mano nelle mutande o, ancora meglio, nella figa. E lo farei con un pubblico perché, ho appena scoperto, è così perverso da essere maledettamente eccitante.

Sono al limite, sto per venire, così aumento ancora di più il ritmo, accompagnato da quel rumore di corpi che impattano sul bagnato che fa capire che stai facendo la cosa giusta. Continuo a scoparmi con due dita, mentre con l'altra mano sfrego il clitoride all'impazzata. E così, con un leggero grido, vengo.

E, poco dopo, viene pure lui, perché lo vedo tendersi e smettere di muovere il braccio velocemente.

Immagino il rivolo di sperma che ha imbrattato il muro e sorrido compiaciuta.

Non contenta di quello che ho fatto, mi passo una mano sui miei umori per bagnarla e poi succhio ogni dito con una certa fame, e lui sgrana gli occhi. Povero, ancora non ha capito di essere solo la pedina di un gioco perverso. Dopo essermi assaggiata, gli mando un bacio con la stessa mano e lui mi ringrazia con una mano sul cuore, come se stesse fingendo uno svenimento.

Beccati questo, Alessandra. Tu usa la tua figa di legno come arma di ricatto, io, invece, la uso come arma di potere e oltre a fargliela vedere, gliela darò anche. Vediamo chi vincerà. Vediamo se Davide è il fidanzato perfetto o se si scopa la vicina arrapata che gliel'ha sbattuta in faccia.

Mi alzo e mi fiondo in doccia, ora non mi resta che aspettare. Se nei prossimi giorni Davide si presenterà alla mia porta, la vendetta che ho agognato e la scopata che bramo da un po' di tempo saranno mie, altrimenti avrò fatto la figura della troietta in calore, ma almeno avrò realizzato una delle mie fantasie.

Sarà Davide a decretare il fallimento o meno del mio divertimento.

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