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Chapter 9 by AreaVegetable

La quiete dopo la tempesta

La vita nel villaggio

Marco viene risvegliato dal cinguettio degli uccellini, un raggio di sole gli accarezza il volto. Steso sul letto di foglie si guarda intorno, capisce di trovarsi in una capanna si gira a pancia in su e poi si mette seduto. Non avverte nessun dolore, gli sembra quasi di trovarsi in paradiso. Lo stato di grazia è interrotto dalla voce di una donna, che dice dolcemente <<ti sei svegliato, finalmente >>.

Marco si gira verso la finestra e con la vista un po' offuscata dalla luce, vede una donna seduta su una sdraio mentre prende il sole. Si trattava della signora dai capelli argentati della sera prima, in mano aveva una noce di cocco da cui sorseggiava il latte con una cannuccia di bambù . Le mammella, rischiarate dalla luce apparivano, più invitanti della sera prima, i capezzoli di un colore rosato spiccavano sulla pelle chiara. Le gambe lisce e sottili si incrociavano di fronte a lui nascondendogli la vista dell'organo femminile.

<<Chi sei tu? >> Chiede Marco

<<Mi chiamo Sara e sono la regina di questo villaggio >> risponde ridacchiando la donna, guardandolo tra le gambe.

A quel punto il viso di Marco diviene scuro, ricordando d'un tratto l'accaduto. Immediatamente divarica le gambe e porta la mano tra le cosce alla ricerca degli attributi virili. Con sgomento trova la regione genitale avvolta in una medicazione con foglie vellutate.

<<Non preoccuparti, ho provveduto semplicemente a medicare "l'area", devi scusare Jamila, a volte reagisce in maniera esagerata, un po' come un animale>>

La donna prosegue nel racconto: <<Sono arrivata qui circa 6 anni fa, avevo trovato mio marito nel mio letto con una donna più giovane e io per vendetta gli ho rubato la macchina. Un bel SUV costoso, di quelli che hanno omologati anche i ganci da traino. Ma prima di andar via volevo un ricordo di lui... Mentre dormiva ancora avvinghiato a quella ragazzina gli ho legato i testicoli e li ho agganciati con una catena di ferro alla macchina. Dopodiché l'ho chiamato al cellulare e gli ho detto che chiedevo il divorzio e come prima cosa gli portavo via le palle. Poi sono partita.... Avresti dovuto sentire le urla, le percepivi anche a distanza di un'isolato.

Marco disgustato trattiene i conati di vomito.

La donna prosegue il racconto: <<Per sfuggire alla prigione ho preso il primo volo per l'Australia e poi con una barca sono arrivata su quest'isola. Gli indigeni qui vivevano come animali, soprattutto gli uomini, per cui quando mi hanno eletto regina , come prima cosa li abbiamo esiliati tutti, su un'isola vicina. Chi voleva restare veniva... castrato>> .

<<Tu sei pazza, e ora vorresti castrare anche me, non è vero? >> dice Marco, strappandosi di dosso il fogliame, rimanendo nudo di fronte alla donna.

<<Stai sicuro che se avessi voluto saresti già privo di quel poco che hai. Questa era l'idea di Jamila, ma gli indigeni vanno educati.... per me potresti essere un ottimo schiavo.... Quindi verrai sottoposto a un regolare processo nei prossimi giorni. Nel frattempo scoprirai la bellezza della vita di un villaggio di sole donne.>> Risponde sorridente la donna mentre si pettina i capelli allo specchio.

<<Non crederai che mi farò castrare senza opporre resistenza? >> dice Marco avvicinandosi alla donna con fare minaccioso.

Ma proprio mentre stava per raggiungerla entra in stanza Jamila che vedendo le intenzioni del ragazzo riprende la cerbottana e prende la mira.

Il ragazzo si gira verso la nera e si ferma alzando le mani <<no ti prego, non di nuovo le pa...>>

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