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Chapter 12 by AreaVegetable

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La fuga pt1

Marco viene risvegliato durante la notte da Luana che gli accarezza i capelli e per un attimo si sente in paradiso. La luce del focolare illumina le sue mammelle voluminose, vorrebbe toccarle ma è ancora legato all'albero... Il dolore ai testicoli lo distoglie dal corpo femminile, e guarda in basso tra le sue gambe ma la vista è oscurata da una gonnellina di foglie di platano.

<<Era per non spaventare i bambini caro.. >> sussurra dolcemente l'indigena alzando le spalle.

Marco ruota gli occhi all'indietro per il dolore e perde di nuovo conoscenza, ma subito la voce di Luana lo risveglia < <Voglio aiutarti, devi scappare da quest'isola, men tu dormivi hanno stabilito la sentenza.... Domani mattina all'alba.... >>.

Marco la guarda con gli occhi spalancati e capisce che se resta legato lì non sarà un uomo ancora per molto e inizia a divincolarsi.

<<Fermo, fermo non fare tutto questo rumore, taglierò io la corda. Però le guardie in poco tempo scopriranno che sei scappato e in queste condizioni non puoi correre. >> dice la bella donna accovacciandosi ai suoi piedi e sollevando la gonnellina. <<La tue palline sono gonfie come cocomeri, dobbiamo svuotarle prima di tentare la fuga>>.

Marco scuote su e giù la testa vigorosamente

La donna guardando negli occhi il ragazzo sorride maliziosa per un attimo e poi scompare sotto la gonnellina . Per prima cosa afferra i testicoli con entrambe le mani, spremendoli leggermente. Marco emette un lieve gemito, subito interrotto dal contatto delle labbra carnose della donna con il piccolo pene in erezione.

Sono sufficienti pochi colpi e Marco sente già l'eiaculazione vicina, quando dei passi in lontananza fanno allertare Luana che interrompe bruscamente la sua attività e dimenticando di coprire il ragazzo corre a nascondersi dietro ad un albero, lasciando la gonnellina di foglie sollevata.

Proprio in quell'istante passa un gruppetto di ragazze giovani adolescenti , con i capelli legati in stile rasta, completamente nude, tutte dotate di lunghe gambe sinuose , mammelle sviluppate e glutei sodi. Vedendo il pene eretto al di sopra delle gonadi tumefatte del ragazzo, si avvicinano a lui e una di esse che aveva imparato la lingua straniera dice << Porco! qui ci sono bambine e donne anziane, vuoi essere castrato in anticipo allora>> . Rivolgendosi alle proprie compagne dice << facciamo un bel gioco, prendiamo quelle pietre levigate vicino al fiume e chi lo centra per prima su entrambi i testicoli domani potrà castrarlo>> .

Marco non comprende la loro lingua, vedendole allontanarsi rivolge il suo sguardo verso Luana che rimaneva nascosta dietro l'albero. Inizialmente non comprende il motivo per cui la donna non torni da lui a completare l'attività lenitiva, poi quando vede le ragazze tornare tutte insieme con le mani piene di sassi di varie dimensioni comprende che qualcosa di terribile sta per succedere.

Ecco che una dopo l'altra le lanciatrici si posizionano a pochi metri di distanza dal bersaglio.

Luana porta una mano agli occhi per non vedere la scena.

Quella che aveva parlato tira per prima, scegliendo una pietra affilata che se avesse centrato in pieno i testicoli del ragazzo lo avrebbe castrato di sicuro.

Marco assiste al lancio come un battitore di baseball, la direzione è precisa, la potenza straordinaria.

Il ragazzo all'ultimo momento cerca di saltare divaricando le gambe, mentre i martoriati organelli si retraggono involontariamente per la paura. Ecco che la pietra si conficca nella corteccia dell'albero pochi millimetri sotto la sacca scrotale.

Dopo l'atterraggio il ragazzo finisce con le palle sul margine spigoloso di essa, lanciando un grido acutissimo, più che per il dolore per la sospetta castrazione. L'urlo aveva risvegliato molte donne nel villaggio tra cui Makumba, che giunta sul posto caccia via le teenagers, non senza difficoltà.

Dopodiché si avvicina al ragazzo e infilando una mano tra le sue gambe, tira via la pietra.

<<Grazie>> sussurra Marco sollevato.

<<Prego>> risponde la donna obesa sorridendo e subito dopo gli tira un ginocchiata violenta in mezzo alle gambe, appiattendo e entrambi i testicoli contro la corteccia. L'impatto provoca anche l'abbassamento della gonna di foglie, che copre le vergogne martoriate.

Il ragazzo a stento trattiene il vomito che gli riempie la bocca, perdend coscienza dopo pochi istanti.

Viene risvegliato da Luana, che è tornata con 2 cannuccie di bambù appuntite all'estremità e del whiskey che usa come disinfettante per lavarle.

<<Ferma, ferma , cosa vuoi fare? Devi finire quello che avevi iniziato prima>> dice il ragazzo.

Alzando la gonna dice <<mi dispiace il gonfiore è peggiorato , c'è troppo sangue, bisogna svuotarlo >>.

La sensazione di alcol sui testicoli provoca un breve momento di piacere nel ragazzo, interrotto dal gesto dell'indigena che con un gesto netto pianta con forza le 2 cannuccie nei testicoli del ragazzo.

Marco non trattiene un urlo e sente il sangue gocciolare per terra.

<<Devo nascondermi, hai attirato la guardia, torno tra poco >>e dopo aver abbassato la gonna Luana scompare nella vegetazione.

La guardia arriva di corsa vicino al focolare e dice <<perché urli uomo? >>.

Marco non riesce a parlare dal dolore.

La guardia vedendo del liquido gocciolare tra le sue gambe, pensa che l'uomo stia urinando, per cui si volta disgustata e si allontana.

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