Want to support CHYOA?
Disable your Ad Blocker! Thanks :)

Chapter 5 by Anonima Anonima

What's next?

Gli succhio il cazzo

Guardo ammirata il suo uccello. È più grosso del previsto ed è un bene. Mi ci vedo già soffocata da tutta la sua lunghezza. Ok, Davide sarà qui per la mia personale vendetta, ma ammetto che vedere un cazzo simile fa venire l'acquolina in bocca e la voglia di farsi scopare per bene. Perché no, anche nel culo. Non vedo l'ora di sentirlo tutto che mi riempie. Di sicuro mi viene da dare della scema ad Alessandra, con un pisello simile a disposizione, non salterei mai una sessione di sesso. Probabilmente ci vivrei, con il suo cazzo dentro.

Mi inginocchio davanti a lui, glielo prendo e, con il pollice, spargo un po' di liquido sulla punta. Lo vedo dal suo sguardo, è convinto che ora lo prenderò in bocca e inizierò a lavoraglielo, ma ci tengo a fare le cose bene, quindi lo sollevo e con la lingua lo percorro dalla base fino alla punta, dove gli lascio un bacio. Poi, presa dalla voglia di fare un pompino degno di questo nome, mi approprio con la bocca delle sue palle e ci gioco un po'.

«Che troietta, mi piace».

Davide ha la mano tra i miei capelli e sta godendo più del previsto, visti i gemiti indegni che gli escono dalla bocca. Al posto di rispondere succhio e lecco con più prepotenza, quasi le volessi in gola. D'altronde, le cose o si fanno bene o non si fanno.

Dopo averlo fatto impazzire come non si era immaginato, gli percorro la lunghezza con le labbra e finalmente gli prendo il cazzo in bocca. Che meraviglia. Amo la sensazione di avere la bocca riempita da un pisello, come amo il sapore che ha dopo che il liquido che ha perso prima lo ricopre.

Siccome sono affamata del suo uccello inizio a succhiarglielo e ci metto tutto l'impegno che ho. Mentre con la testa vado avanti e indietro, lo sento spingere con la mano la mia testa per prenderlo più in profondità. Rischio di soffocare, ma faccio di tutto per accoglierlo il più possibile. Per non lasciarlo tranquillo, con una mano gli lavoro la base e pompo a più non posso.

«Così, sì!» Davide non è di molte parole, ma di sicuro quelle che gli scappano sono di apprezzamento.

Mi fermo per dirgli: «Scopami la bocca come vuoi». Gli avvolgo il cazzo con la bocca e aspetto che sia lui a muoversi.

Mi prende con forza i capelli e muove i fianchi con prepotenza per ficcarmelo in profondità. Sono in difficoltà, ma voglio che goda il più possibile e lo lascio fare, cercando di rilassare la gola. Mi sbatte con forza e mi piace sentirlo così duro e grosso mentre si prende la mia bocca quasi non ne avesse il permesso.

«Sto per venire». Mi avvisa, ma non molla la presa sui capelli.

Lo tiro fuori di bocca e, con un filo di bava che parte dalle mie labbra e finisce sulla sua punta, continuo a menarlo con la mano, facendogli una sega mentre parlo. «Dove? Sulla faccia, sulle tette e vuoi che ingoi tutta la tua sborra?»

«Hai davvero detto sborra?» Mi guarda come se avesse scoperto la donna più porca del mondo, più porca di ogni attrice nei porno, e forse è così, perché sono reale. Anche se l'idea di atteggiarmi a pornostar mi piace.

«È la mia parola preferita» E, nel dirlo, mi lecco le labbra mentre con la mano aumento la stretta e il ritmo, lo sento gemere e mangiarsi una parolaccia.

«Ti sborro tutta la faccia, cazzo. Ti faccio annegare nella mia sborra».

«La voglio tutta». E, senza aspettare una risposta, lo rimetto tra le labbra per lavorarlo con voracità fin quando non lo sento venire.

Mi schizza un po' in bocca, tanto che finisce sulle labbra, mentre il resto mi arriva tutto in faccia in abbondanti getti caldi e cremosi. Lo guardo con un sorriso e, quando ha finito, ne prendo un po' con un dito e me la ficco in bocca. «Deliziosa».

«Mi fai morire».

«Mi hai inondata». Constato toccandomi la faccia, soddisfatta. «Ma te l'avevo detto che ti avrei svuotato le palle».

«Beh, tesoro, missione compiuta».

Ho talmente voglia e sono così arrapata che sarei pronta per farmi scopare qui e ora, se non fosse che il suo cellulare squilla e lui risponde, essendo Alessandra. Le dice che è a casa e la aspetta, mentre mi distribuisce la sua sborra sulla faccia e poi mi pizzica i capezzoli. A quanto pare sta tornando prima del previsto e la nostra serata finisce così. Niente scopata per me.

Sono triste.

Davide mi guarda e, dopo avermi riempita di sborra su tutto il viso, mi dice: «Sei un'opera d'arte».

«Merito tuo».

«Vorrei scoparti, ma devo tornare a casa dalla mia ragazza frigida».

«Vorrei mi scopassi, ma capisco che tu debba tornare. Il guinzaglio non è lungo e dopo un po' tira». Lo vedo rabbuiarsi, ma se voglio che la mia vendetta si compia, il cagnolino di Alessandra deve ribellarsi alla padrona, e il modo per far sì che Davide lo faccia è fargli capire che è sotto gli occhi di tutti che Alessandra lo tiene per le palle. «Ma quando vuoi sono qui, pronta per essere trombata».

Davide sembra imbarazzato, quasi mi aspettassi da lui una dichiarazione di amore eterno, ma siamo qui solo per il sesso, quindi è meglio mettere le cose in chiaro prima che io debba rinunciare al suo cazzo troppo presto, voglio divertirmi un altro po'. «Niente implicazioni amorose, solo chiavate potenti. Anche se capirei se ti innamorassi di me, in fondo immagino di averti fatto godere più io in due volte, che la tua ragazza in anni»·.

«Come darti torto, ed è per questo che sono venuto da te a farmi lavorare il cazzo». Poi mi chiede il cellulare e ci scambiamo i numeri, di modo da sentirci, senza che capiti qui a sorpresa o con patetiche scuse.

Una volta che se ne è andato mi faccio un selfie, riprendo le tette e la faccia piena di sborra e poi glielo mando. "Un pensiero per le sere in cui hai bisogno di tirarti su il morale (e non solo quello). Fatti una sega pensando a me".

What's next?

Comments

      Want to support CHYOA?
      Disable your Ad Blocker! Thanks :)