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Nello studio di Eleonora

Chapter 5 by AreaVegetable

Dopo aver caricato l'uomo in macchina, la donna si dirige verso il pronto soccorso. La situazione era molto grave, nonostante avesse rimosso tutti gli indumenti dell'uomo e applicato del ghiaccio sui martoriati testicoli, il gonfiore era aumentato, e i due organi riproduttivi da rosa tenero erano diventati di colorito rosso violaceo.

Inizialmente pensava di portarlo in ospedale ma nel tragitto ha un'idea e cambia bruscamente strada. Eugenia era un avvocato e sapeva di non poter depositare un uomo praticamente castrato in ospedale senza fornire spiegazioni. Perciò improvvisamente inverte la direzione inchiodando.

L'uomo che era sdraiato dietro senza cintura di sicurezza, intento a massaggiare i dolenti attributi, si ritrova catapultato in avanti con la testa sbatte violentemente contro il cruscotto per poi finire tra le gambe di Eugenia che guidava.

L'uomo, sbalzato sul sedile di fianco al guidatore, perde definitivamente conoscenza, rimanendo con la testa tra le gambe della donna alla guida e a gambe all'aria con i genitali in bella mostra e adagiati con il resto del corpo sul sedile anteriore.

"Ehi ehi ehi.... non facciamo scherzi, svegliati Marco... Marchino... resta con me che dobbiamo salvare le tue cosette, guarda come sono rosse!" esclama la donna guardandolo lì in basso. Il piccolo pene era adagiato da un lato, le dimensioni microscopiche suscitavano ilarità nella signora matura. Lo sguardo cade infine ancora più in basso, e alla vista delle condizioni del sacchetto riproduttivo dell'uomo non trattiene le risate, che ben presto si tramutano in un qualcosa di più.... Un fremito di piacere.

"Cazzo, non si sveglia... Devo chiamare mia sorella. Ehi Siri chiama Eleonora cellulare" esclama Eugenia

L'uomo non risponde, giace incosciente tra le sue gambe ma respira ancora. Eugenia sente il calore del suo respiro tra le sue gambe. Lo sente perché la minigonna sollevata e l'assenza di intimo della donna, lasciava praticamente scoperta la vagina depilata e ormai umida. Una strana eccitazione aveva travolto la donna. L'idea che i testicoli di un uomo, gli organi simbolo di un maschietto, necessari per la riproduzione e per il piacere sessuale, giacessero ora gonfi e tumefatti sul sedile della sua auto le provoca una vampata di piacere....

Eugenia chiama la sorella maggiore Eleonora, 44 anni, separata, che aveva appena finito il corso di estetista. La Ele, come la chiamava sempre la sorella, era una donna dal fisico mozzafiato, praticamente una modella. Alta 175cm, mora e occhi neri, formosa con una 5ª di reggiseno ,fianchi e glutei da orgasmo, che dopo la gravidanza si erano leggermente appesantiti. La Ele aveva due figli mentre quel porco del marito, un ex calciatore, la aveva lasciata dopo la seconda gravidanza per una donna di 20 anni più giovane. La Ele aveva sempre sognato di fare il medico ma diciamo che non era proprio una cima e dopo vari tentativi di ingresso falliti si era iscritta a un corso di medicina estetica e aveva lavorato come volontaria in numerosi studi di chirurgia plastica e medicina estetica. Il suo fisico e le sue "doti" le avevamo consentito di laurearsi dopo una decina di anni. Non riuscendo ad entrare in nessuna scuola di specializzazione si era dedicata alla medicina generale e arrotondava facendo medicina estetica nel suo studio con qualche punturina di botox e filler.

"Pronto Ele...ho un'emergenza...nono io sto bene... è successo un casino...posso venire da te, al tuo studio? Ok arrivo? Sisi arrivo"

Nel frattempo lo donna continua a guidare con l'uomo svenuto tra le sue gambe ed esclama "Cazzo...guarda quelle palle, l'ho proprio colpito bene lì sotto...ma cosa?....ohhh siii"

Marco incosciente sogna di essere in paradiso, per entrare deve soddisfare le richieste della dea Atena che lo obbliga ad abbassarsi e infilarsi sotto la toga... completamente al buio, si fa strada tra i tessuti riconoscendo l'odore dell'organo femminile, umido per un mix di sudore e fluidi vaginali e nel sogno inizia a leccare la fonte inesauribile di piacere di ogni uomo.

Eugenia era inizialmente agitata, da avvocato sapeva che la castrazione di un giovane uomo la avrebbe condotta a processo e questa volta non ne sarebbe uscita facilmente come accaduto con il suo ex marito. Questo vortice di pensieri viene interrotto dalla sensazione inaspettata e afrodisiaca della lingua dell'uomo che accarezza il suo sesso.

La lingua di Marco inconsciamente sì era fatta strada fra la peluria femminile, giunto alle labbra femminili, le dischiude e le penetra con , concentrandosi sul voluminoso clitoride della donna e sull'orifizio riproduttivo.

Questo era troppo anche per Eugenia. Non solo aveva praticamente castrato un uomo più giovane di lei ma questo per ringraziarla le stava praticando del sesso orale. La donna riesce ad arrivare giusto in tempo nel parcheggio dello studio di Eleonora che non riesce più a trattenere l'orgasmo. Copiosi getti di liquido dalle ghiandole vaginali, che finiscono per riempire la bocca dell'uomo. Abbassando lo sguardo nuovamente, viene colta da un altro fremito di piacere così forte da rilassare tutti i suoi sfinteri, questo fa sì che oltre ad emettere fluidi vaginali, perde grandi quantità di pipì che finiscono sempre nella bocca ormai piena di Marco, costretto a deglutire a più riprese tutti quei liquidi.

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