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Chapter 3 by share3000
cosa faccio?
rifiuto di combattere e protesto con l'arbitro ed il pubblico
Mi giro di scatto verso l'arbitro, ritto ed impassibile accanto a me.
Con voce piena di rancore gli urlo contro:-" che storia è mai questa? Non può combattere con una frusta! E' scorretto, pericoloso!"-
L'arbitro ignora le mie proteste. L'unica reazione che ottengo è uno sguardo muto ed inespressivo.
La cavagna muove ancora mezzo passo verso di me, una belva feroce, fa schioccare nuovamente la frusta nel vuoto.
Esasperato, volto le spalle ad entrambi, alzo le mani in segno di resa e grido al pubblico :-"no, non se ne parla, non posso lottare con lei, che vi siete cacciati in testa? Non mi passa nemmeno per l'anticamera del cerv..."-
Non riesco a finire la frase. La cavagna alle mie spalle tira un colpo di frusta al mio braccio sinistro. Il dolore esplode nella mia testa violento ed inaspettato mentre la pelle nera dell'arma si attorciglia saldamente intorno al mio braccio. Mi giro velocemente verso la mia assalitrice ed ho il tempo per lanciare un ultimo sguardo supplicante all'impassibile arbitro prima che l'infame donna cominci a strattonare tirandomi verso di lei. Tento di puntellarmi con i piedi. Inutile, la Cavagna prima di aggredire ha avuto tutto il tempo di piantare strategicamente le sue belle gambe in posizione faverevole ed ora nulla sembra poterla schiodare da terra. Le sue braccia coperte da lucidi guanti di pelle sono veloci e decise nel manovrare la frusta e all'ennesimo strattone perdo l'equilibrio finisco al tappeto letteralmente volando ai suoi piedi.
Sono a pancia sotto, steso a terra con un braccio avvolto nelle spire della frusta. Cerco di allentarle con la mano libera ma lei continua a tirare con una forza che mi pare impossibile. La cerco con gli occhi. E' sopra di me, mi sovrasta dall'altro, riesco a stento a scorgerne il viso spietato dietro al colossale seno che visto dal basso mi pare ancora più imponente. Ad un tratto la mia aguzzina caccia un'urlo, e mi piomba sulla schiena con un ginocchio a peso morto. L'impatto mi toglie il fiato.
Scatenata, la Cavagna ripete questa operazione diverse volte. Il pubblico osserva silenzioso la scena mentre nell'aria si sentono solo i miei lamenti e il rumore degli abiti in pelle della donna che stridono e strusciano sotto la spinta del suo giunonico corpo. Non so quante volte gli spettatori assistono alla sequenza delle sue ginocchia che si flettono, dei suoi bei glutei che si gonfiano e del suo decolte tremolante mentre mi sferra quei colpi.
Ma so che quando tutto è finito sono a pezzi. Non ho la forza ne per parlare, ne per muovermi. La donna è ritta accanto a me, le gambe unite, il capo inclinato verso il basso a guardarmi, l'impugnatura della frusta saldamente nel palmo della mano. L'estremita è ancora avvinghiata attorno al mio braccio, ancora sospeso a mezz'aria. Lei da un paio di colpetti verso l'alto, come a saggiare le mie reazioni. Resto imobile.
Mi passa attorno, sento i suoi stivali sfiorarmi il capo, avverto la superfice del ring vibrare sotto il suo peso.
Alzo ancora una volta lo sguardo verso l'alto. La intravedo di sfuggita mentre mi cammina affianco, ne intravedo polpacci, le belle cosce piene, il culo. Si gira di scatto e tirando la corda mi ribalta in posizione supina. La osservo impotente mentre mi si accovaccia accanto e mi afferra il braccio libero. Poi si protende su di me, e usa la corda della frusta per legarmelo contro quell'altro già imprigionato.
Ma a a me non importa niente di niete. Per tutto il tempo non faccio altro che guardargli il petto, sospeso a pochi centimetri sopra di me. Due colossali e mastodontiche tette che continuano a danzanti e a farmi l'occhiolino trattenute solo la un piccololissimo laccetto di cuoio.
La Cavagna intanto ha finito di legarmi le braccia. Si rialza e tenendo sempre ben salda la frusta mi guarda i pantaloncini. Alza una gamba e la sposta sopra di me, in corrispondenza del cavallo, e la tiene sospesa come una spada di damocle.
Io le guardo la spettacolare coscia, me la mangio con il pensiero, immagino di poter tirare stracciando i scuri collant neri che ne celano la bianca pelle.
Lei l'abbassa di colpo assestandomi un calcione alle palle di una violenza inaudita.
Vedo le stelle. Poi il nulla.
che metodo adotta Angela Cavagna per procurare un'orgasmo al suo sfidante?
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